TAIJI QUAN La forza e l'equilibrio

 

Qualche annotazione e un pò di storia

Spesso ci chiedono: "Ma che cosa è esattamente il taijiquan?". Alcuni lo praticano perchè è un'arte marziale cinese a tutti gli effetti, altri lo praticano perchè credono che non lo sia e altri solo perchè ritengono che si tratti di una specie di ginnastica rilassante orientale.

A nostro modesto parere è proprio questa contraddizione la ragione del suo fascino del suo splendore e della sua vitalità. Insistere su un aspetto o sull'altro vuol dire non tenere in considerazione la storia e lo sviluppo del taijiquan. Più importante ancora è non considerare la sua successione che è tutta basata sulle contraddizioni.

Il taijiquan è il frutto delle contraddizioni tra lo yin e lo yang, tra la durezza e la morbidezza, tra il pieno e il vuoto, ecc. Da questo gioco delle contraddizioni nascono quelle caratteristiche della successione delle figure, ad esempio: il principio dell'immediata alternanza, l'appoggio vero e finto dei piedi, la focalizzazione e il moto a spirale delle forze, il costante coinvolgimento del torace e dell'addome nel respiro, la scioltezza delle spalle e la forza gravitrazionale dei gomiti, la sintesi della figura nella decisione dello sguardo, la distinzione delle otto forze e così via.

D'altra parte, il nome stesso è una contraddizione: tai significa "grande, grandissimo", ji significa "polo", "trave", quindi taiji andrebbe tradotto come "gran polo" o "grandissima trave", ma in italiano non se ne capirebbe il senso. Quindi è un concetto filosofico che richiama l'idea di pace, d'armonia e di vita; il taijiquan è lo stile di pugilato che si rifà a questo principio, mentre quan sta per "pugno" in pratica potenza e violenza.

La pratica del taijiquan, facendo parte della gran famiglia dei Wushu, è stata recuperata da un ramo delle antiche arti marziali nota come stile interno (Nei-Chia), in altre parole tecniche di combattimento basate sulla convinzione della propria forza interna più che sulla concentrazione esteriore come gli stili esterni detti anche (Wai-Chia), sul dominio di sé più che sulle sollecitazioni delle proprie forze, sulla forza nascosta nella morbidezza più che sulla potenza evidenziata nei colpi, sulle curve neutralizzanti più che sulla rigidità devastante, sull'altra persona come soggetto dell'incontro più che sull'altro come oggetto di scontro. Come si può vedere, c'è più coltivazione interiore attraverso il corpo che costruzione del corpo attraverso volontà forzata.

Il taijiquan, con il suo modo lento e calmo d'allenamento, è soprattutto un ottimo metodo di nutrire la vita, in pratica un insieme di metodologie per prolungare la vita o per migliorarne la sua qualità. Questo consiste nel migliorare la propria postura del corpo come i legamenti, le articolazioni, i fasci muscolari ecc. e delle funzioni vitali come la circolazione, la digestione, il metabolismo, la respirazione ecc. ed infine anche un miglioramento dell'equilibrio della freschezza mentale.

 

Accenni di storia del Taijiquan

Una discussione piuttosto comune è quella sulle origini del taijiquan. Si cita spesso il nome di Zhang Sanfeng come il fondatore, ma questo non è esatto. Probabilmente anche qui c'è il condizionamento del nome taoista taiji, e Zhang era un importante e mitico personaggio del taoismo che ha sicuramente detto molte cose sull'esercizio del corpo. Il taijiquan si riferisce storicamente ad un tipo d'arte marziale ben preciso.

A cavallo dell'ultimo periodo della dinastia Ming e l'inizio della dinastia Qing, nel 17o secolo, cominciò a svilupparsi in modo sistematico e scientifico perchè richiesto dalle truppe imperiali tutte le tradizioni delle tecniche di combattimento. Tra queste, vi erano soprattutto quelle dello stile interno nel senso che le forze e le caratteristiche di una tecnica erano interiorizzate o sviluppate internamente al punto tale da sembrare debole esternamente.

Spiccano tra i personaggi più famosi di quell'epoca i nomi di:

  • Chen Wangting, un generale dell'impero Ming setacciò quel lavoro di sistemazione delle arti marziali dei suoi predecessori e unendolo alle sue caratteristiche personali e aggiungendovi poi anche i concetti della medicina tradizionale cinese (MTC), creò una serie di tecniche denominate taijiquan. Era un genio e fortissimo nei combattimenti, e questa tecnica, oggi è chiamata taijiquan stile Chen. Si può considerare il capostipite di tutti gli stili di taijiquan. Deluso dagli ultimi anni della dinastia Ming, Chen alla fine insegnò solo ai membri della sua famiglia, per ciò questa scuola rimase nascosta per lungo tempo. 
  • Dong Haichuan: fondatore del baguaquan, un'altra grande scuola interna, con complicati spostamenti del corpo capace di muoversi in mezzo a più avversari senza essere toccato.
  • Yang Luchan, allievo di Chen, rese più morbidi e rotondi i movimenti di Chen, era così bravo che il suo modo di combattimento era chiamato taijiquan stile Yang.
  • Yang Dengfu emerse più tardi, della terza generazione della famiglia Yang. Perfezionò ed elaborò questo stile e a Pechino divenne il numero uno. Egli gettò le basi delle prime palestre pubbliche d'arti marziali. È per questo motivo, che ancora oggi quando si dice genericamente taijiquan s'intende lo stile Yang, perchè è il più diffuso e conosciuto.

 

 

Il taijiquan dei giorni nostri

Col tempo divenne sempre più concepito come una disciplina di yangsheng. Tutto il patrimonio delle arti marziali, di cui il taijiquan è una specialità, è ora conservato e studiato solo nelle accademie nazionali di wushu, dove si entra fin dalla tenera età per diventare poi diplomati dello sport o artisti dell'Opera di Pechino. Il taijiquan come arte marziale, infatti, è richiesto più fuori della Cina che nella Cina stessa.

Il taijiquan, nel frattempo è divenuto anche una disciplina molto apprezzata dalla medicina. In questo periodo sono già ben codificate ufficialmente le varie sequenze dei quattro stili principali:

 

Yang, Chen, Wu e Sun 

 

Figura stile Yang
Figura stile Chen
Figura stile Wu
Figura stile Sun

 

 

Il più noto e il più diffuso
anche grazie alla
sequenza moderna della
forma 24, semplce e
accessibile ad ogni età e
ad ogni tipo di fisico.
È il capostipite del
taijiquan, il più
antico ma anche il
meno noto fino a
poco tempo fa.
richiede movimenti
più elastici alternati
a colpi potenti e veloci

Il più vicino allo
stile Yang, ma con
maggiore rotazione
e inclinazione
del corpo e
per l'ampiezza
dei movimenti

Richiede apertura
e chiusura dei
movimenti con
agilità.

 

 

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