WUSHU

 

La madre delle arti marziali

 

Il Termine Wushu significa in lingua cinese letteralmente "arte marziale". Si distingue dal termine Kung-Fu, che significa semplicemente "esercizio eseguito con abilità" e che perciò i cinesi stessi riferiscono anche ad altri campi non necessariamente legati alle arti marziali. Tale chiarimento sui termini è importante in occidente, spesso interpretati male da insegnanti poco preparati e superficiali.

La grande famiglia del Wushu comprende stili esterni (wai chia), ch sviluppano la forza fisica, e stili interni (nei chia), che sviluppano invece l'energia interna. A loro volta questi stili si dividono in tradizionali e moderni, i secondi caratterizzati da una maggiore componente ginnico-acrobatica, che quindi comporta un continuo lavoro d'allungamento (stretching).

In generale il Wushu si compone di svariate tecniche di braccia, di calci a terra e calci volanti, spazzate, parate, salti acrobatici e cadute. Il Wushu comprende inoltre il maneggio di svariati tipi d'armi (spade, lance, sciabole, coltelli, bastoni, catene, alabarde, ecc.) che richiedono ovviamente un'adegutata preparazione tecnica ed atletica.

La pratica di questa disciplina consente nel tempo di acquisire scioltezza, forza e padronanza del proprio corpo, oltre che un indiscutibile arricchimento del bagaglio tecnico culturale anche se, già dopo poche settimane, si possono sentire i salutari effetti dello stretching, componente basilare del Wushu.